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AUGURI AUNG SAN SUU KYI
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Auguri al premio Nobel per la Pace - Vinse le elezioni e fu messa agli arresti

Aung San Suu Kyi compie 65 anni. Un'occasione per ricordare l'oppressione del regime militare birmano

Aung San Suu Kyi rappresenta l'oppressione di un intero popolo
Aung San Suu Kyi rappresenta l'oppressione di un intero popolo
ROMA
- Farle gli auguri sembra quasi una sottile ironia: ragioni per festeggiare i suoi 65 anni proprio non se ne vedono. Aung San Suu Kyi è un premio Nobel per la Pace che non conosce libertà, che vede soffocare il suo popolo e le speranze in un futuro migliore. La Birmania continua ad essere definito uno dei paesi più pii del mondo: e non per niente le ultima grida di rivolta sono cominciate dai monaci, contro i quali l’esercito di una delle più odiose giunte militari del mondo ha sparato senza alcuna esitazione. La Birmania che cambia le capitali, le ribattezza, sposta interi villaggi per rendere più «fruibili», così si disse, i siti archeologici è un paese massacrato da un governo che commercia in droga e bambini, usati come pezzi di ricambio per l’industria dei trapianti. E’ un paese dove il regime fa lavorare i ragazzini per riasfaltare le strade e stacca la corrente ai missionari.


POPOLO MITE E MILITARI CRUDELI - Ma resta la patria di un popolo semplice e nobile che compone il paese più buddista del mondo ma anche uno di quelli peggio governati, vessato da una cricca di militari farabutti e crudeli che costringono un popolo mite a sopportare privazioni e dispotismo. Sono capaci di sopportare, basti pensare alla Shwedagon, la grande pagoda di Rangoon, luogo di consolazione, rifugio dai tormenti del corpo e dell’anima. C’è un punto, nella grande spianata centrale, che la dottrina indica come il «luogo dove si esaudiscono i desideri». I fedeli più pii o più disperati restano immobili per ore, con le mani giunte davanti alla fronte e le labbra tremanti in un mormorio di invocazioni. Con la solida certezza di ricevere la grazia desiderata. Inginocchiati, seduti in terra, distesi, paralizzati su carrozzine a rotelle, in piedi su una gamba sola, possono decidere di passare una giornata intera senza mai cambiare posizione. Fiduciosi che poi qualcosa cambierà nella loro vita. Cambierà?                                                                                                                                                                    (CORRIERE DELLA SERA - 16 giugno 2010)