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| There are no translations available. Cambogia: 35 anni al boia «compagno Duch», capo del carcere delle torture Undici già trascorsi in carcere, altri cinque ridotti per buona condotta dal tribunale sotto l'egida dell'Onu
PHNOM PENH - Kaing Guek Eav, 67 anni, meglio noto come il «compagno Duch», direttore del famigerato carcere Tuol Sleng S-21 in cui morirono almeno 14 mila cambogiani sotto il regime dei Khmer Rossi, è stato condannato a 35 anni di carcere. La procura aveva chiesto 40 anni di carcere. Duch ha già scontato undici anni di prigione e si è visto ridurre la pena di cinque anni per la sua collaborazione con la Corte sotto l'egida delle Nazioni Unite. PENTIMENTO - Si tratta della prima sentenza contro un rappresentante di alto livello del regime degli Khmer rossi. Kaing Guek dirigeva il penitenziario di Phnom Penh, un ex liceo trasformato in centro di torture. Ex professore di matematica, il compagno Duch durante il processo ha ammesso di aver ucciso detenuti e torturato personalmente; ma ha detto - come i nazisti al processo di Norimberga - che obbediva agli ordini, ha affermato di essersi pentito, di essere diventato cristiano e chiesto perdono ai sopravvissuti e ai famigliari delle vittime. Aveva chiesto quindi l'assoluzione e di essere rimesso in libertà. TRIBUNALE - Non è stata fissata ancora alcuna data, invece. per il processo a carico di Khieu Samphan, 77 anni, ex capo di Stato; Ieng Sary, 83, ministro degli Esteri del regime di Pol Pot; Ieng Thirith, 76, moglie di Sary e ministro per gli Affari sociali; e Nuon Chea, 82, ideologo del regime e soprannominato «fratello numero 2». Il tribunale è stato molto criticato per l'enorme burocrazia, i costi elevati e gli scarsi passi in avanti. Dalla sua creazione nel 2005, è costato 100 milioni di dollari (arrivati da donazioni straniere), è costantemente a corto di fondi.
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